PAESE/REGIONE
Italia,Piemonte
Finestra di consumo ottimale:
Può essere bevuto subito, può essere conservato per 5 anni
classificazione:
Gavi DOCG
gradazione alcolica:
12,5%
temperatura di consumo:
10-12°C
vitigno:
Cortese
Giallo paglierino con riflessi verdi
Intenso, elegante, note di fiori bianchi, mele dorate, anice, pompelmo, minerale
Ben strutturato, fresco, vivace, piacevole acidità, finale lungo, rotondo e salato
Spaghetti ai frutti di mare, carpaccio di pesce spada, tartare di vitello
Allergeni
contiene solfiti
Chiusura
Sughero
sistema di allevamento
Guyot
Imbottigliatore
Cantina Michele Chiarlo, Strada Nizza-Canelli 99, 14042 Calamandrana (AT), IT
Il Gavi DOCG Rovereto di Gavi 2024 della cantina Michele Chiarlo è un elegante vino bianco proveniente dal cuore della zona classica del Gavi in Piemonte. Le uve sono ottenute al 100% dal vitigno autoctono Cortese, da secoli legato a questo territorio e apprezzato per la sua freschezza acida, la frutta nitida e la fine mineralità. La menzione Rovereto identifica uno dei Cru storici del Gavi DOCG, le cui particolari caratteristiche pedoclimatiche – suoli scuri e argillosi ricchi di ferro e un’esposizione sud-est – donano al vino profondità e raffinatezza. La qualità delle uve viene ulteriormente valorizzata da una raccolta selettiva manuale e da rese contenute, prima di una vinificazione attenta e delicata.
Nel calice, il Rovereto di Gavi si presenta con un giallo paglierino brillante dai riflessi verdolini. Al naso esprime un bouquet intenso ed elegante con note di fiori bianchi, mela Golden, pompelmo ed erbe aromatiche come l’erba cipollina, accompagnate da sfumature minerali discrete che richiamano l’origine del Cru. Al palato il vino risulta ben strutturato ma sempre giocato sulla freschezza: un’acidità vivace dona slancio, mentre la frutta fine e la mineralità pulita regalano armonia e una persistenza piacevole.
L’approccio enologico di Michele Chiarlo unisce temperature di fermentazione controllate e alcuni mesi di affinamento sulle fecce fini in acciaio, preservando la tipica freschezza e l’espressione aromatica del Cortese senza rinunciare a struttura e complessità.