PAESE/REGIONE
Italia,Alto Adige
Finestra di consumo ottimale:
Può essere bevuto subito, può essere conservato per 5 anni
classificazione:
Vigneti delle Dolomiti IGT
gradazione alcolica:
13%
temperatura di consumo:
10-12°C
vitigno:
Sauvignon Blanc (30%), Weißburgunder (30%), Chardonnay (30%), Gewürztraminer
Giallo paglierino con riflessi verdi
Agrumi freschi, mela verde, note floreali, accenti erbacei, sfumature minerali
Elegante, equilibrato, acidità vivace, aromi maturi di pera e agrumi, mineralità sottile, finale lungo
Branzino, insalate estive, formaggio di capra
Allergeni
contiene solfiti
Chiusura
Sughero
sistema di allevamento
Guyot
PAVIMENTO
Moränenböden, durchmischt mit Vulkangestein aus sehr mineralhaltigem Quarzporphyr.
Metodo di coltivazione
Guyot
Imbottigliatore
Maderneid 29, 39057Eppan, Südtirol, Italien
L’Upupa Bianco 2024 della Cantina Abraham è un bianco di carattere dell’Alto Adige, che riflette in modo chiaro lo stile artigianale e senza compromessi della tenuta. Abraham è conosciuta per vini tesi, profondi e dalla firma estremamente precisa, in cui origine e struttura contano più di un’immediata facilità di beva. “Upupa Bianco” non appare come un vino costruito sull’aromaticità, ma come un bianco con calma interiore, trama definita e un’espressione autonoma e molto seria.
L’annata 2024 si presenta in questo vino particolarmente lineare e focalizzata. Il profilo aromatico non è mai eccessivo, ma pulito e ben disegnato, con una freschezza che sostiene il sorso e dona lunghezza. Allo stesso tempo, Upupa Bianco mostra una sostanza evidente, che lo rende interessante non solo come vino da aperitivo, ma come bianco di livello, con ambizione e un potenziale di evoluzione in bottiglia.
Dal punto di vista varietale, Upupa Bianco è concepito come cuvée, scelta che privilegia complessità e struttura più che la sola frutta primaria. Nel calice si presenta con un giallo paglierino limpido dai riflessi leggermente dorati. Al naso emergono frutti gialli, mela matura e pera, accompagnati da fini richiami agrumati, una speziatura erbacea e una nota minerale che ricorda più la pietra e l’aria fresca che un’esotica aromaticità. Al palato il vino è secco, denso e preciso, con acidità tesa e una fine trama fenolica che aggiunge grip e profondità. Il frutto rimane misurato; la sensazione è più strutturata e salina, con un finale molto pulito e persistente.